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Cappella San Severo

Cimitero Delle Fontanelle

Napoli Sotteranea

Vai San Gregorio Armeno

Complesso Santa Chiara

Teatro San Carlo

Lungomare Caracciolo

Museo Archeologico di Napoli (MANN)

Piazza Plebiscito e Palazzo Reale

Il Maschio Angioino

La Certosa e il Museo di San Martino

Museo e Parco di Capodimonte

Le Catacombe di San Gennaro

Teatro San Carlo

Teatro San Carlo

Il Real Teatro San Carlo è uno dei più grandi teatri italiani e tra i più antichi d’Europa.
Insieme a molti altri luoghi di Napoli, è riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’umanità. Il progetto fu affidato all’architetto Giovanni Antonio Medrano che in soli 8 mesi dall’inizio dei lavori consegnò il teatro già completato e pronto per gli spettacoli: un lavoro straordinario se si tiene conto che il San Carlo ha 184 palchi più un palco reale, per ospitare 1379 persone. Una chicca: Re Carlo si fece costruire una porta dietro il Palco Reale per andare e tornare al vicino Palazzo Reale senza dover passare per la strada.

info su: www.teatrosancarlo.it

Il Duomo e il Tesoro di San Gennaro

Lungo l’ottocentesca via Duomo compare maestosa la facciata del Duomo di Napoli, luogo deputato principalmente al culto di San Gennaro. Ricco di cappelle di potenti famiglie napoletane, il Duomo è abbellito dai dipinti di Luca Giordano che raffigurano gli Apostoli, i Padri e i Dottori della Chiesa. Per i napoletani, il Duomo è prima di tutto il
luogo dove c’è la Cappella e il Tesoro di San Gennaro.
Il Tesoro di San Gennaro che ha finalmente trovato spazio in un luogo accanto al Duomo raccoglie reliquie e oggetti preziosi, diventati oracoli di fede. Il Tesoro comprende anche statue, candelabri e argenti vari, che i devoti hanno gelosamente protetto durante i numerosi saccheggi della città.

info su: tesorosangennaro.it

Castel dell’Ovo e il Lungomare

Castel dell’Ovo e il Lungomare

Fiero e malinconico, coccolato dalle onde del mare, il Castel dell’Ovo sorge sull’antico isolotto di Megaride. Ci si arriva da Piazza del Plebiscito seguendo l’orizzonte e il rumore del mare. Come contorno a Castel dell’Ovo, non poteva che esserci un borgo dalla struttura caratteristica e dall’atmosfera suggestiva: il Borgo Marinari di Napoli, costruito per dare una casa ai pescatori e poi nel corso dei secoli diventato luogo di caffè, ristorantini particolari e circoli nautici. Usciti dal Castello il Lungomare più bello del mondo secondo molti. Una passeggiata di qualche chilometro con il mare a sinistra e i ristoranti a destra fino ad arrivare alla Villa Comunale e all’Acquario.

Cappella Sansevero e Cristo Velato

Cappella Sansevero e Cristo Velato

Il Cristo velato è una delle mete consigliate in tutti gli itinerari turistici perché è davvero imperdibile! Ciò che rende toccante questa scultura è il velo di marmo – simile ad una morbida stoffa – capace di mostrare ogni vena e muscolo di Cristo come se fosse reale. Si racconta che il velo di marmo sia in realtà un velo in tessuto, trasformato in roccia grazie ad uno speciale liquido inventato dal Principe di San Severo, scienziato e alchimista. La famosa statua, realizzata da Giuseppe Sanmartino, è custodita nella meravigliosa Cappella Sansevero che si trova nel cuore del centro storico di Napoli, alle spalle di piazza San Domenico Maggiore e nei pressi di San Gregorio Armeno – la via dei presepi. La Cappella merita una visita non solo per il Cristo ma anche per le altre opere presenti in questo piccolo gioiello nascosto tra i vicoli di Napoli.

info su: www.museosansevero.it

Napoli Sotterranea e Galleria Borbonica

Per secoli, dal profondo ventre di Napoli, è stato ricavato il tufo per costruire la città di sopra. La città di sotto, quindi, nasconde un fitto intrigo di anfratti, grotte e cunicoli che raccontano una storia parallela alla vita della Napoli in superficie. Negli ultimi decenni è in corso un recupero ampio della Napoli Sotterranea che oggi è possibile visitare su due percorsi principali: da Via dei Tribunali si accede al percorso classico che attraversal’acquedotto greco-romano, rifugi antiaerei, il Museo della Guerra, orti sotterranei e laStazione Sismica “Arianna”. La Galleria Borbonica commissionata nel 1853 da Ferdinando II di Borbone, è un lungo traforo sotterraneo che collega il Largo della Reggia (odierna Piazza Plebiscito) a piazza della Vittoria. Il suo vero fine era militare: doveva costituire una rapida via di fuga (verso il mare) per la famiglia reale in caso di tumulti e un rapido collegamento con la reggia per i soldati. L’architetto Errico Alvino progettando la Galleria fu abile nel superare, pur lasciandole in attività, 2 cisterne dell’acquedotto con la costruzione di due distinti ponti sotterranei che sono considerati un vanto dell’ingegneria ottocentesca europea.

info su: www.napolisotterranea.org
info su: www.galleriaborbonica.com

La Chiesa e il Chiostro di Santa Chiara

La Chiesa e il Chiostro di Santa Chiara

Partiamo dal meraviglioso chiostro maiolicato, una vera oasi di pace proprio nel centro di Napoli. Chi è stanco di girare a piedi (Napoli ha uno dei centri storici più grandi del mondo!) può prendersi una pausa in questo splendido chiostro accanto alla Chiesa di Santa Chiara, esempio più importante e significativo della architettura gotica a Napoli.

info su: www.monasterodisantachiara.it

Spaccanapoli

Spaccanapoli

Spaccanapoli è la strada che va dai Quartieri Spagnoli al quartiere di Forcella, tagliando in linea retta la città di Napoli. Salendo sopra San Martino e osservando dall’alto è evidente come questa strada tagli in due il cuore della città. Passeggiando per Spaccanapoli si attraversa la storia millenaria. Ci sono palazzi antichi, chiese, leggende e gli inconfondibili odori della cucina napoletana. Non stupitevi di nulla: lungo il percorso di Spaccanapoli potrete incontrare non solo splendide chiese ma anche famiglie che vivono nei bassi, artisti-artigiani e abusivi che vendono di tutto. Insomma, questa strada da sola è in grado di raccontare l’anima di Napoli.

San Gregorio Armeno

San Gregorio Armeno

A San Gregorio Armeno è Natale tutto l’anno. In tutti i mesi, anche quando fa caldo e il Natale è lontano, i maestri sono all’opera per costruire i tipici presepi in sughero e i
pastori in terracotta. Questo fa sì che San Gregorio sia sempre presente nella lista di cosa vedere a Napoli. Ogni maestro presepiale sa consigliare perfettamente il suo cliente rispetto al significato, il simbolo e l’uso di ogni pastore. Parlare con loro è un viaggio nelle tradizioni di Napoli e nella gentilezza proverbiale dei napoletani.

Napoli Sotterranea e Galleria Borbonica

Le Catacombe di San Gennaro

Nel Rione Sanità si possono visitare le Catacombe di San Gennaro, un’esperienza che
consigliamo di fare per capire lo stretto legame di questi sotterranei con il Santo patrono. Le Catacombe di San Gennaro hanno origini antichissime, si racconta che prima di diventare il grande ossario della comunità cristiana, siano state proprietà privata di una nobile famiglia gentilizia. Il sito si sviluppa su due livelli: la catacomba inferiore e quella superiore. Cuore della catacomba inferiore è la Basilica Ipogea di Sant’Agrippino dove storicamente si trovava la tomba con le spoglie del santo. Da ammirare l’antico altare e la grande vasca battesimale. Il tour nelle Catacombe di San Gennaro è completamente privo di barriere architettoniche, quindi accessibile a tutti.

Museo Archeologico di Napoli (MANN)

Museo Archeologico di Napoli (MANN)

Prima di essere un museo, il palazzo del 1585 ospitava una scuola di equitazione e poi un’università e nel 1816 divenne prima sede dei reperti e poi museo.
Ad oggi è uno dei più importanti nel mondo per la qualità e la quantità delle opere che custodisce. Il Museo Archeologico, oltre a contenere i ritrovamenti degli scavi di Pompei, ospita reperti dell’età greco-romana, le antichità egizie ed etrusche della collezione Borgia e le monete antiche della collezione Santangelo. Da non perdere il “Gabinetto segreto”, aperto al pubblico nel 2000, che raccoglie sculture, dipinti ed oggetti vari, a sfondo prettamente erotico. In epoca romana il simbolo fallico era considerato efficace contro malocchi e malattie ed augurio di prosperità.
info su: mann-napoli.it

Piazza Plebiscito e Palazzo Reale

Piazza Plebiscito e Palazzo Reale

Piazza del Plebiscito è il simbolo del nuovo “Rinascimento napoletano”: liberata dalle auto è luogo di passeggio dei napoletani e dei turisti venuti ad ammirare la sua grandezza e i due gioielli: il neoclassico colonnato della chiesa di San Francesco di Paola e il Palazzo Reale. Il Palazzo Reale di Napoli fu fondato come palazzo del re di Spagna Filippo III d’Asburgo nell’anno 1600. L’architetto Domenico Fontana progettò una residenza civile di forme tardo rinascimentali. Quando Napoli nel 1734 divenne capitale di un regno autonomo con Carlo III di Borbone, il Palazzo fu ampliato sul versante del mare. Gli interni furono allestiti nel gusto tardo barocco con marmi preziosi e affreschi celebrativi, tra i quali le opere di Francesco De Mura e Domenico Antonio Vaccaro. Dopo l’Unità d’Italia, fu ceduto al Demanio dello Stato da Vittorio Emanuele III di Savoia nel 1919 e destinato in gran parte a Biblioteca Nazionale, mentre l’ala più antica sul Cortile d’Onore, ricca di testimonianze storico-artistiche dal Seicento all’Ottocento, fu adibita a Museo dell’Appartamento di Etichetta.

info su: palazzorealedinapoli.org

Il Maschio Angioino

Il Maschio Angioino

Il Maschio Angioino controlla con il suo sguardo tutta piazza Municipio e volge le sue attenzioni fino al Lungomare di via Caracciolo. Attualmente il Maschio Angioino è sede del Museo Civico e, soprattutto d’estate, luogo di spettacoli ed eventi culturali. Il percorso museale si snoda tra la Sala dell’Armeria, la Cappella Palatina o di Santa Barbara, il primo ed il secondo piano della cortina meridionale insieme con la Sala Carlo V e la Sala della Loggia che ospitano le manifestazioni e le attività artistiche. Da non perdere la visita alla Cappella Palatina trecentesca che venne affrescata da Giotto e dai suoi allievi con le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento. All’ingresso del Maschio Angioino l’arco trionfale voluto da Alfonso d’Aragona per celebrare la sua conquista del Regno di Napoli avvenuta nel 1443.

Le Catacombe di San Gennaro

Il Cimitero delle Fontanelle

Se c’è un luogo che rappresenta davvero l’anima di Napoli e dei napoletani è il Cimitero delle Fontanelle che si trova nel cuore del Rione Sanità, tra via Foria e la collina di Capodimonte. Il Cimitero delle Fontanelle è un ossario secolare che raccoglie oltre 40.000 resti umani. Ma fin qui, nulla di straordinario: il fatto è che qui le ossa sono esposte alla devozione e alla cura dei napoletani tanto che osservarli mentre lo visitano illustra il rapporto che essi hanno con la religione, la morte, i defunti, il destino, il lotto, la fortuna.

info su: www.cimiterofontanelle.com/it

La Certosa e il Museo di San Martino

La Certosa e il Museo di San Martino

La certosa di San Martino si trova su uno dei punti più alti della città. Dal belvedere si può osservare l’intero golfo di Napoli: uno spettacolo mozzafiato. Da qui, specialmente dopo una giornata di pioggia, Napoli si mostra in tutta la sua stupenda esplosione di colori, vicoli, cielo, terra e mare. All’interno della certosa si trova il Museo di San Martino, in cui sono raccolte sculture e quadri napoletani del XV e XVI secolo. Sulla collina del Vomero, nei pressi di San Martino, è imperdibile una visita anche al forte a forma di stella a cinque punte: Castel Sant’Elmo.

info su: www.beniculturali.it/luogo/certosa-e-museo-di-san-martino

Museo e Parco di Capodimonte

Museo e Parco di Capodimonte

Il museo di Capodimonte, ubicato nella Reggia omonima, fu inaugurato nel 1957 ed è tra i musei statali più visitati. Si sviluppa su tre piani: al primo piano c’è l’Appartamento storico e la ricca collezione farnesiana con opere di Tiziano, Masaccio, Botticelli, Raffaello, Guido Reni, Brueghel il Vecchio, Andrea del Sarto e molti altri. Al secondo piano c’è la galleria con opere dal 200 al 700: Ribera, Goya, Pinturicchio, Vasari, Mattia Preti, Ribera e la straordinaria “Flagellazione”. Al terzo piano è esposta la collezione di opere dell’Ottocento e di arte contemporanea con capolavori di artisti di fama internazionale: Andy Warhol, Mimmo Jodice, Alberto Burri, Mario Merz, Joseph Kosuth, Enzo Cucchi, Michelangelo Pistoletto. All’uscita c’è uno splendido parco con un Belvedere magnifico sulla città, non a caso chiamato dai napoletani “la veduta di Napoli”.

info su: capodimonte.cultura.gov.it

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